Post del 19/03/2017 alle 19:25

Riconoscere l’allergia al gatto

Ci sono migliaia di persone che soffrono di allergie agli animali, tra queste l’allergia al gatto. Prima di prendere un animale sarebbe dunque necessario accertarsi che nessun componente della famiglia abbia un qualsiasi tipo di allergia, anche se l'allergia al gatto può manifestarsi in qualsiasi momento della vita.

La convivenza potrebbe diventare impossibile per la persona allergica, con conseguenze poco piacevoli anche per il malcapitato amico a 4 zampe (allontanamento dell’animale in caso di allergia grave e cronica).


COS’È E COME RICONOSCERLA

L’allergia al gatto è un reazione allergica ad uno o più dei cinque allergeni conosciuti prodotti dai gatti. I più comuni di questi sono la glicoproteina Fel d 1 e Fel d 4. 

L'allergia, impropriamente collegata al pelo del gatto, è infatti riconducibile a delle piccole particelle prodotte dalle ghiandole sebacee e presenti nella saliva dei felini che si depositano sul loro mantello e una volta staccatesi e aspirate dalla persona allergica, provocano la chiusura dei condotti bronchiali. Da ciò si evince che optare per un gatto con il pelo estremamente rado o addirittura senza pelo non risolve il problema.

I sintomi vanno dalle crisi respiratorie con congiuntivite, occhi rossi e lacrimanti, starnuti,naso chiuso, irritazione cutanea, fino a casi più importanti dove si può arrivare a una forma asmatica bronchiale, ipersensibilità, shock anafilattici, polmoniti e orticarie.

Spesso i sintomi collegati all'allergia al gatto sono riconducibili all'allergia alla polvere, agli acari o ai pollini, che possono facilmente trovarsi anche sul pelo dell’animale. Per non confondere quindi i tipi di allergie (e magari separarci prematuramente dal gatto) si consiglia di effettuare una prova allergica, per chiarire meglio la situazione.
 


POSSIBILI CURE

Non esistono cure o medicine che risolvano il problema definitivamente, anche se ci sono dei vaccini preventivi che possono essere prescritti dal dermatologo di fiducia.

Attraverso cure collaterali si possono però attenuare i sintomi: la medicina omeopatica, per esempio, sta dando oggi ottimi risultati in questo senso.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella di scegliere come compagno felino un gatto ipoallergenico ovvero un gatto che ha meno probabilità di provocare una reazione allergica nell'uomo. Secondo uno studio commissionato dall'Università della California, il gatto Siberiano non provoca le classiche reazioni allergiche anche in soggetti particolarmente sensibili. Recenti studi clinici suggeriscono che gatti di questa razza, soprattutto di sesso femminile, hanno bassi livelli di Fel d 1, come visto la principale proteina allergenica.


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