Post del 14/02/2017 alle 19:16

Portare a casa un gatto randagio

A tanti sarà capitato di aver adottato, o voluto adottare, uno dei tanti gatti randagi che girano per le nostre città, magari proprio nel cortile del condominio in cui abitiamo o nel giardino di casa. Questi animali, se non più cuccioli,dimostrano spesso grande diffidenza nei confronti dell’uomo e può quindi risultare difficile convincerli a seguirci fin dentro le mura domestiche. E anche una volta introdotti in casa può succedere che non si “accaseranno” mai, guardando con aria sofferente le finestre chiuse e scappando ogni volta gliene venga data l’opportunità. 

COME AVVICINARE UN GATTO RANDAGIO

Naturalmente ci si dovrà accertare, prima di portare a casa un gatto randagio, che non sia un gatto di proprietà, in particolare se vi sembra ben tenuto, ed avere la sicurezza che sarete disposti a prendervene cura  per sempre.

Un gattino  è in genere più docile, perchè non ha ancora imparato a temere l’uomo, avrà meno problemi nell’accettarvi, sarà più facile da abituare alla casa, e sarà più un gatto domestico; viceversa un esemplare adulto, anche se si abituerà alla nuova vita d’appartamento, potrebbe conservare il proprio istinto selvatico. Nel caso si trattasse poi di un animale particolarmente aggressivo, potrete arrivare a gestirlo, ma, con ogni probabilità, non sarà facile stabilire un rapporto d’affetto profondo. I gatti abbandonati, che hanno, invece, già avuto a che fare con delle persone, saranno più disponibili a fare amicizia e la transizione da randagio a domestico dovrebbe risultare più semplice.

Per cominciare bisognerà cercare di avvicinare l’animale, o meglio fare in modo che esso si avvicini. Una volta individuato il posto dove il gatto sta d’abitudine, lo si aspetterà. Fin dal primo approccio sarà fondamentale fargli capire che non si ha intenzione di nuocergli in alcuna maniera, non dovrà sentirsi minacciato.  Se ne avete la possibilità, stategli accanto seduti o accovacciati; compite azioni tranquille, evitando movimenti bruschi; lasciategli del cibo e fate in modo che lo mangi anche dalle vostre mani, così vi assocerà ad esso e si abituerà pian piano al vostro odore. Il gatto tornerà se trova da mangiaree capirà in fretta che siete voi ad offrirgli il pasto. Una volta che sarà diventato un frequentatore abituale del vostro cortile/giardino, potrete tentare contatti via via più ravvicinati, con cautela e gradualmente, e pensare a costruirgli un rifugio all’esterno della vostra abitazione così che sia invogliato a restare.
 

I SEGNALI AI QUALI PRESTARE ATTENZIONE

State molto attenti ai segnali che invia (se sibila, orienta le orecchie all’indietro, agita la coda, arcua la schiena) e coi quali comunica che non si sta rispettando la distanza di sicurezza.

Tenete sempre a portata alcuni bocconi particolarmente allettanti per attirarlo verso di voi, permettetegli di annusarvi; non aspettatevi che tutto ciò accada fin da subito ci vorranno tempo e tanta pazienza per  conquistare la sua fiducia. Se il gatto ha molta paura, lasciatelo solo, è meglio non avvicinarlo a meno che non sia lui a farlo.

LA VISITA DAL VETERINARIO

Prima di portarlo in casa, il gatto andrà condotto dal veterinario per un controllo che ne verifichi lo stato di salute o la presenza di eventuali malattie, e per effettuare tutte le vaccinazioni necessarie. In particolare contro la rabbia per proteggere la vostra salute e quella degli altri eventuali animali domestici.

I gatti domestici  devono essere protetti dalla possibile trasmissione di malattie virali mortali, come il virus della leucemia felina (FELV). Non esiste invece alcuna vaccinazione per il virus dell’immunodeficienza felina, chiamato anche Aids felino.

Il gatto dovrà essere sterilizzato tempestivamente se non si desiderano future cucciolate  e, nel caso di un gatto maschio, per scoraggiarlo a partecipare a eventuali zuffe notturne, con il rischio di disturbare il vicinato e attirarvi le lamentele dei condomini. Inoltre questo servirà a renderlo più docile e anche ad evitare che marchi il territorio con i suoi pungenti spruzzi di urina.
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