Post del 07/07/2017 alle 12:23

Cani, gatti e il vaccino antirabbico

La rabbia è una grave malattia infettiva ancora oggi incurabile che può colpire tutti i mammiferi, uomo compreso. Il virus si diffonde mediante la saliva degli animali infetti, che possono contagiare un altro animale o una persona semplicemente con un morso. In rari casi, il contagio avviene tramite il semplice contatto tra la saliva dell’animale e una ferita aperta, oppure una mucosa, ad esempio quella orale o quella degli occhi. Conosciuta e temuta fin dall’antichità per la sua drammatica sintomatologia e per il suo esito fatale costituisce un problema di assoluto rilievo a livello sanitario internazionale.
 

VACCINO OBBLIGATORIO o NO?

Poichè sul territorio nazionale la rabbia risulta ormai ufficialmente debellata, l’obbligo della vaccinazione sugli animali non sussiste più in alcuna regione italiana, come stabilito dal Ministero della Salute nel febbraio 2013. Fino al 2012 era obbligatoria per portare cani, gatti e furetti nel Nord Est, obbligatorietà venuta meno, nonostante molti veterinari ancora la consiglino a causa della vicinanza col confine (dove la rabbia è presente).

Tuttavia la sua esecuzione nel cane e nel gatto (così come anche nel furetto) è comunque obbligatoria in caso di espatrio (nel caso di cani e gatti anche se sono esemplari da esibizione che partecipano a mostre canine/feline). Gli animali devono essere vaccinati almeno 30 giorni prima della partenza. Anche gli animali tendenzialmente mordaci e quelli che hanno l’abitudine o l’occasione di girovagare senza controllo (potendo in tali frangenti imbattersi in specie selvatiche potenzialmente portatrici del virus responsabile della patologia) dovrebbero essere preferibilmente immunizzati con regolarità.
 


PROFILASSI VACCINALE E PREVENZIONE

Il vaccino antirabbico andrebbe per la prima volta iniettato in soggetti di almeno quattro-sei mesi di età e richiamato successivamente, in caso di necessità, a cadenze regolari, secondo quanto indicato dall’azienda produttrice. A tale proposito in Italia esistono preparati con validità annuale, biennale e triennale. Sarà il medico veterinario di fiducia a stabilire quale sia quello più adatto al singolo caso. 

Qualunque somministrazione vaccinale perchè abbia un reale effetto protettivo per l’organismo cui è destinata deve essere eseguita in un animale in buono stato di salute. Se, infatti, il sistema immunitario è già impegnato a fronteggiare una condizione patologica in atto o in divenire, non solo la risposta anticorpale potrà essere inadeguata , ma esiste anche il rischio che l’affezione già presente o in via di sviluppo si manifesti  in modo ancor più evidente. 

Tra le misure preventive consigliate c’è naturalmente quella di  tenere il più possibile sotto controllo gli animali domestici, in maniera particolare quando sono all’aperto, per evitare di farli entrare in contatto con animali selvatici. Gli animali selvatici affetti da rabbia sembrano più amichevoli e meno spaventati del solito. Quando si vedono animali incustoditi e potenzialmente pericolosi sarebbe bene sempre avvisare le autorità locali (nel caso di cani e gatti selvatici vanno avvisati canili, gattili o le autorità sanitarie locali). I piccoli animali domestici (conigli, porcellini d’india) devono essere protetti dai predatori ed essere preferibilmente alloggiati in casa, dentro una gabbia  (essi non  possono essere vaccinati contro la rabbia, perchè per loro non esistono vaccini sicuri). 
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