Post del 08/01/2017 alle 18:32

Come accudire un cucciolo orfano

Può capitare che mamma cane si ammali o muoia subito dopo il parto e rimangono i cuccioli da accudire. Così come può succedere di trovare uno o più cuccioli di pochi giorni abbandonati. Come bisogna provvedere alle loro esigenze?

PRONTO INTERVENTO PER CUCCIOLI ABBANDONATI

I due casi sono diversi: i cuccioli nati in famiglia o in allevamento possono essere accuditi immediatamente, si sa quanto hanno potuto godere delle cure materne e soprattutto se hanno avuto modo di assumere il colostro. Se gestiti in modo corretto, questi piccoli hanno un’alta speranza di sopravvivenza.

Dei cuccioli abbandonati non possiamo sapere nulla: quasi certamente saranno ipotermici (specie se sono stati abbandonati in una stagione fredda) e disidratati. Purtroppo, in questi casi, la speranza di sopravvivenza è bassa: quindi è meglio rivolgersi subito al veterinario. A livello di “pronto intervento”, se il medico non fosse subito disponibile, possiamo effettuare i seguenti controlli:

a) controllo della temperatura, da misurare subito con un termometro per neonati umani; la temperatura rettale normale per un cucciolo appena nato va dai 35 ai 37,2 gradi: nella seconda settimana passa a 36-37,7, mentre alla quarta settimana dovrebbe raggiungere la temperatura normale di un cane adulto  (da 38 a 38,8 gradi).  Se risulta inferiore a questi limiti, il cucciolo è in ipotermia e bisogna riscaldarlo.

b) controllo dell'idratazione;  per capire se il cucciolo ha problemi si possono osservare e toccare le mucose delle gengive (devono essere rosa, umide ma non appiccicose) e il tartufo (dev’essere umido). Va sollevata anche la pelle della collottola e poi rilasciata: se è elastica e torna rapidamente al suo posto va tutto bene, mentre se resta sollevata c’è disidratazione. In questo caso è bene correre dal veterinario che provvederà alla reidratazione tramite flebo.

c) controllo della glicemia; se il cucciolo si muove poco, ha spasmi muscolari involontari (o addirittura convulsioni), se non sembra molto vitale e appare privo di forza, possiamo mettergli sotto la lingua qualche goccia di sciroppo zuccherato: subito dopo, però, dovremo rivolgerci al veterinario.

Una volta che il veterinario avrà compiuto i primi atti tesi a salvare la vita del piccolo è meglio portarlo a casa con noi  perché i neonati hanno bisogno di attenzioni praticamente costanti, tenendoci magari in contatto col veterinario per telefono e rimanendo pronti a partire alla volta dell’ambulatorio se qualcosa andasse storto. 

ACCUDIRE IL CUCCIOLO A CASA

Per prima cosa bisogna predisporre un ambiente adeguato: se  abbiamo la possibilità di mettergli sotto un vecchio tappeto o coperta il cucciolo si sentirà molto a suo agio. La temperatura media dell’ambiente deve essere sui 29°.

Il cucciolo deve assolutamente mangiare nel giro di poche ore dal ritrovamento e se è appena nato deve letteralmente imparare a succhiare prima possibile. La soluzione migliore sarebbe quella di trovare una balia, una cagna che sta già allattando. Altrimenti dovremo arrangiarci da soli (ed è assai probabile che si debba comunque provvedere per un paio di giorni, ovvero per il tempo che occorre in media per trovare la balia).

Non date assolutamente al cucciolo latte di mucca. Acquistate invece del latte artificiale per cuccioli di cane e procuratevi un biberon di misura adeguata!  La misura della tettarella è fondamentale. Se il cucciolo non accetta la tettarella, bisognerà armarsi di contagocce e mettere direttamente il latte in bocca al cucciolo, sulla lingua, infilando il contagocce nella rima labiale laterale e inserendo due-gocce alla volta: il cucciolo capirà in fretta che quella è la pappa e nel giro di poche poppate comincerà a cercarla e a succhiare da solo.

Un cucciolo di pochi giorni di vita va alimentato ogni due-tre ore (dipende dalla taglia e dal peso: meglio che questi parametri siano controllati dal veterinario, che potrà stilare un piano alimentare adeguato) con latte preparato al momento e scaldato a 35-36 gradi.

Se il cucciolo è molto piccolo non è neppure in grado di urinare e defecare da solo e ha bisogno del massaggino che dovremo effettuare con una pezzolina inumidita, dopo ogni pasto. Poi metteremo il piccolo nella sua cuccia aspettando l’ora della prossima poppata, che arriverà molto presto, giorno o notte che sia. A 12-15 giorni di vita si può sospendere l’allattamento notturno (o ridurre i pasti notturni ad uno solo); a 18-20 giorni si può cominciare a mettere il latte in una ciotolina; se il cucciolo ancora non accetta di lappare, si dovrà tornare al biberon, ma pian piano dovremo abituarlo ad alimentarsi da solo. Verso i 25 giorni si potrà iniziare lo svezzamento e dovremo anche cominciare a interagire con lui e a insegnargli le prime regole.

Per il resto, la gestione di un cucciolo orfano ormai non sarà più molto diversa da quella di un cucciolo cresciuto con la mamma: quindi, dal mese di età in avanti, potrete considerarlo un cagnolino come tutti gli altri.

Fonte: http://www.tipresentoilcane.com/  

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