Post del 24/01/2017 alle 18:22

Come interpretare il miagolio del gatto

I gatti, pur non avendo il dono della parola, sono dotati di una vasta gamma di emissioni vocali che utilizzano per esprimere diversi stati d’animo e che i proprietari possono  imparare a decodificare.
E’ soprattutto con gli umani che il gatto "parla", con i suoi simili preferisce infatti, nella maggior parte dei casi, il linguaggio del corpo.

LA LINGUA DEL GATTO

Il repertorio vocale felino è impressionante, addirittura più complesso di qualunque altro animale, a parte l’Homo sapiens.

Questo perchè, come spiega Desmond Morris, l’animale si serve contemporaneamente di due vocabolari. Allo stato selvatico impiega una serie di suoni nel suo rapporto con i piccoli e la sostituisce con un’altra serie quando gli esemplari hanno raggiunto una vita adulta. Nell’ambiente domestico, invece, il gatto mantiene le sue vocalizzazioni ‘infantili’ fino alla maturità, migliorandole nel processo di crescita.

Un altro motivo della sua complessità è il grado di variazione che può essere applicato a un unico tipo di suono. Il miagolio di un gatto aggressivo è un esempio perfetto di come un unico segnale possa assumere molte diverse forme espressive.

Poichè l’affinamento dei diversi miagolii durante il processo di crescita del gatto dipende unicamente dal rapporto che si instaura tra il proprietario e il suo animale, non ci si deve sorprendere se esiste una notevole variazione da un gatto all’altro. Senza dimenticare, poi, che le diverse razze feline hanno le loro caratteristiche ‘vocali’ particolari.

COME INTERPRETARE IL MIAGOLIO DEL GATTO

Le vocalizzazioni espresse attraverso il miagolio si declinano in moltissimi toni (e si differenziano tra loro anche per la durata), ai quali corrispondono altrettanti significati.  

Naturalmente non  c'è  un vocabolario da consultare, solo il tempo trascorso insieme  e l’osservazione delle diverse situazioni, che permetterà di associare  i comportamenti ai richiami emessi, aiuteranno a comprenderli. 

Il miagolio più comune esprime una richiesta di attenzione legata alla fame, ma non sempre, infatti, a seconda del contesto, può significare che il gatto vuol giocare o interagire in altro modo, oppure vuol essere accarezzato o preso in braccio, o ancora farci sapere che la sua lettiera è sporca.

Esiste il miao per chiedere  e il miao implorante, di supplica (che spesso comincia con le fusa), il miao lamentoso (che ha sonorità intensa ed è di breve ripetizione, quasi trascinata)  e quello ansioso, il miao di aspettativa e quello di irritazione, per qualche routine che non è stata rispettata (un miagolio prolungato dal tono basso indica in genere che il gatto è arrabbiato). Se un gatto miagola forte con tono sgradevole sta cercando di dirvi che qualcosa non va (miagolii brevi e acuti sono invece di natura amichevole).

Un suono molto particolare è quello che il gatto emette quando vede una preda che per qualsiasi motivo non può raggiungere: consiste in una specie di chiacchiericcio, difficile da descrivere, prodotto dalla vibrazione dei denti e accompagnato da un movimento veloce e ripetuto delle mascelle, con il quale l'animale comunica la  propria frustrazione o il proprio disappunto.

Altri suoni caratteristici sono il trillo e il cinguettio, entrambi emessi a bocca chiusa, riferibili a una sfera positiva di gioco o rilassata interazione sociale.


Fonti: Capire il gatto  L'alfabeto del gatto

    • Come interpretare il miagolio del gatto

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