Bovaro dell'Appenzell

  • Addestrabilità:Medio
  • Consigliato a:persone in grado di gestire il suo carattere forte e fiero
  • Vita media:da 12 a 14 anni
  • Indole e carattere:Fedele
  • Pelo:Corto
  • Taglia:Media

STORIA

Il Bovaro dell'Appenzell ha le medesime origini, molto antiche, di tutti gli altri Bovari svizzeri. Discende probabilmente dai molossi allevati in Tibet e addestrati dai pastori romani per diversi scopi. Alcuni lo definiscono invece un cane autoctono.

È stato utilizzato per secoli come cane da mandria, da contadino e da lavoro, divenendo nel tempo un compagno pressoché insostituibile. È stato a serio rischio di estinzione, a causa di vari incroci effettuati con razze locali.

Il primo Club fu fondato intorno all’anno 1906 da appassionati della razza che da allora iniziò ad essere valorizzata e rivalutata a livello nazionale ed anche Europeo.

ASPETTO

Di taglia media, è ben proporzionato in tutte le sue parti, quasi quadrato, muscoloso e solido.

La testa ha cranio piuttosto piatto, la parte più larga tra le orecchie, si restringe regolarmente verso il muso. Lo stop è poco accentuato. Il muso è forte, leggermente convergente da tutti i lati. Il voluminoso tartufo è di colore nero.  Gli occhi vivi, abbastanza piccoli, a mandorla, sono bruno scuro. Le orecchie inserite alte con padiglione a forma di V e punta arrotondata sono ricadenti contro la testa. Sono sollevate alla radice e girate verso l’avanti quando il cane è in attenzione. In attenzione assumono la forma triangolare caratteristica della razza.

La coda inserita piuttosto alta, di media lunghezza, è  ben fornita di pelo, più lungo nella parte inferiore, portata arrotolata lateralmente sulla groppa durante l’azione.

Il mantello ha pelo corto, ben aderente al corpo, duro e brillante, consistente al tatto. Colori ammessi: nero o marrone con macchie simmetriche e regolari bianche e fuoco. Sono indispensabili una macchia fuoco al di sopra di ciascun occhio e lista bianca ben visibile sulla fronte.

 

CARATTERE

È stato selezionato per secoli solo esclusivamente per il lavoro, perciò Il suo coraggio e la sua serietà in questo ambito sono a dir poco proverbiali. È anche un compagno molto devoto al padrone, che per lui diventa la sua unica ragione di vita e verso il quale si dimostra sempre leale ed affidabile.

Molto intelligente e abbastanza facilmente addestrabile, soprattutto come cane da difesa, da intervento sanitario, da valanghe e in occasione di calamità naturali. L’Appenzeller moderno è un cane che impara in fretta i comandi e che li esegue con grande rapidità e precisione.

Tendenzialmente docile alla volontà dell’uomo e piuttosto distaccato verso gli altri animali, necessita di un padrone che sia in grado di gestire il suo carattere forte e fiero.

CURA E ALIMENTAZIONE

Occorrerà prestare attenzione a non forzare il suo apparato muscolo-scheletrico nei primi mesi di vita. Attenzione dunque a non farlo saltare, magari giù dal baule della macchina, e dalle scale di casa. Evitare poi sforzi prolungati, almeno fino al primo anno di vita.

Attenzione anche alla crescita che è piuttosto rapida. Per questo l’alimentazione va curata con particolare riguardo, offrendogli mangimi specifici per cani di taglia medio-grande.

Per il mantello sarà sufficiente qualche spazzolata periodica.

CURIOSITÁ

Nel tempo ha svolto compiti di custode delle mandrie di tori. In modo particolare il suo addestramento lo portava a poter ricondurre in stalla anche gli animali più nervosi e recalcitranti, mordendoli ai garretti e sottraendosi alle loro pericolose corna tramite fulminei scatti laterali.  

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