Post del 19/04/2017 alle 17:34

Dialogo tra gatti: ecco i segreti

A differenza del cane, il gatto è un animale molto indipendente e non ha bisogno di riconoscersi in un contesto di appartenenza. I gatti possono tranquillamente vivere da soli o vivere in branco solo ed esclusivamente se il gruppo condivide interessi che riguardano, per esempio, la ricerca del cibo.

ORGANIZZAZIONE SOCIALE FLUIDA DEI GATTI

Quando i gatti vivono in gruppo questo è di solito composto da un maschio e parecchie femmine imparentate tra loro.

In un ambiente rurale, i gatti controllano territori che possono arrivare a 1,2 ettari per ogni femmina e 12 ettari per ogni maschio. In città la densità è così alta che ci possono essere dieci gatti per meno di mezzo ettaro. Di solito, il territorio di un maschio dominante racchiude e comprende i territori delle femmine. Sebbene il maschio non cacci nei territori delle femmine, egli respingerà gli altri maschi.

I gatti possono condividere un’area centrale generale, ma la maggior parte delle loro attività e la loro caccia si svolgono entro confini territoriali esclusivi. L’esplorazione dell’area di loro competenza e la marcatura ripetuta sono azioni necessarie per mantenere questa esclusività. 

I gatti domestici che condividono lo stesso ambiente possono “spartirsi” le varie aree di una casa.  Talvolta due gatti che appartengono a una persona si alleano per attaccare un altro gatto che appartiene a un’altra persona che convive nella stessa abitazione. L’introduzione di nuovi gatti in casa può sconvolgere l’ordine gerarchico e innescare un comportamento di “marcatura” con spruzzi di urina diffusi in ogni angolo.
 
Oltre all’aggressività predatoria che si esplica al di fuori del gruppo sociale, il gatto può manifestare un’aggressività intraspecifica con finalità diverse, spesso non ben distinte, in funzione sociale, sessuale o territoriale.

L’AGGRESSIVITÀ SOCIALE

Quando due gatti si avvicinano tra loro con intenti aggressivi, camminano sulle punte delle zampe, agitano lentamente le code, girano il muso da una parte, ma si fissano direttamente negli occhi. I loro atteggiamenti minacciosi possono essere sufficienti perché uno dei due si intimidisca e si dia alla fuga.

Tra due rivali che non vogliono cedere, probabilmente si arriverà allo  scontro. I due camminano cautamente uno dietro l’altro, poi uno scatta all’improvviso, cercando di prendere alla nuca il rivale che immediatamente si gira sul dorso per proteggersi. I due avversari giacciono a terra, pancia a pancia, miagolano, si artigliano e si mordono reciprocamente. Poi, uno dei due, di solito quello che ha iniziato l’attacco, si libera dalla presa dell’altro e assume nuovamente una postura di difesa, o di attacco, oppure può cedere e correre via. Usualmente il vincitore insegue lo sconfitto che si dà alla fuga.

Quando vivono insieme nello stesso ambiente, i gatti costituiscono tra loro una gerarchia basata su principi di dominanza. Quando un gatto si rotola a terra non lo fa solo per manifestare eccitazione e disponibilità sessuale durante il rituale di corteggiamento, può anche essere un’azione dimostrativa di un gatto non dominante o semplicemente giovane. Comunque, anche nella convivenza, le attività aggressive persistono.

 

Fonte:  http://mysocialpet.it/

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