Post del 27/02/2017 alle 20:21

La memoria del cane

Nel corso della sua vita un cane deve imparare tante cose e a tal fine  immagazzinare una quantità di informazioni sorprendente. E' in grado di tenerle a mente tutte? Cosa ricorda meglio? Come funziona la sua memoria?

LE MEMORIE DEL CANE

"Nel caso del cane - spiega il Dott. Maurizio Dionigi, presidente dell'APNEC (Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili)  - occorre parlare di memorie in quanto sono  più di una".

Prima di ogni altra c'è la "memoria di razza" che è comune a tutti i cani della medesima razza e riguarda le funzioni per le quali la razza stessa è stata selezionata. Secondo alcuni autori questa si è attenuata nel tempo sino a sparire nella maggior parte degli esemplari perché relegati attualmente relegati alla funzione di semplice compagnia. Al contrario, Dionigi attribuisce alla "memoria di razza" una precisa responsabilità nella determinazione del comportamento di ciascun soggetto.

Proprio per questo ritiene che ogni cane, anche se deve fare "solo" compagnia, debba avere modo di svolgere l'attività che è propria della razza a cui appartiene. "Le funzioni specifiche di ogni razza rimangono impresse nella memoria del cane ed è come se rappresentassero una sorta di meta alla quale tendere. Un Beagle utilizzato come cane da compagnia non ha certamente mai visto un cinghiale eppure se lo portate sulla traccia dell'ungulato non esiterà a seguirla. Ma non è tutto: dopo essersi cimentato sulla traccia le sue performance miglioreranno in ogni altro campo (agility, obbedience e così via). Questo perché la "memoria di razza" è latente in ogni momento della vita del cane eagire in base ad essa rafforza le motivazioni ad apprendere". 

COME FUNZIONA LA MEMORIA DEL CANE?

Detto della "memoria di razza"  dobbiamo poi prendere in esame quella memoria che permette al cane di trattenere informazioni ed esperienze.

La memoria dei cani in tal caso non funziona esattamente come la nostra memoria. I cani ricordano in base alle associazioni mentali. Sanno che la ciotola e determinati nostri movimenti significano cibo in arrivo, ma non ricordano l'ultima volta che hanno mangiato. Uno studio condotto dall'etologo svedese Johan Lind  sulla memoria a breve termine indica che gli animali tendono a non ricordare eventi specifici, ma piuttosto a ricordare ciò che può servire alla loro sopravvivenza. I cani dimenticano un evento nell'arco di due minuti.

Le associazioni possono essere sia positive che negative, spesso gli animali maltrattati tremano o hanno paura di fronte all'uomo perchè da lui hanno provato solo dolore, lo stesso vale per i comandi, infatti quando si vuole educare un cane lo si premia ad azione corretta, è l'associazione del premio a dettare ubbidienza anche nel futuro.

Ma dopo aver condotto le sequenze di apprendimento nel modo corretto che cosa determina la loro fissazione nella memoria o il loro oblio? Risponde ancora una volta Dionigi: "Per una memorizzazione efficace e permanente sono importanti alcuni elementi: la coerenza con la memoria di razza, la consuetudine con il lavoro, la progressione nella complessità delle richieste, la motivazione. In altre parole: se rispettiamo il nostro cane e utilizziamo il metodo naturale…più chiediamo, più il cane è motivato, più il cane apprende!"

Fonti: http://www.petfamily.it/  http://www.petsblog.it/  http://www.nationalgeographic.it/  

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