LE VIBRISSE DEI GATTI

Il gatto è per sua indole un animale schivo e misterioso. Non si conosce mai del tutto il proprio felino domestico anche se si vive al suo fianco da diversi anni. Per esempio: chi conosce perfettamente le funzioni delle vibrisse nella vita quotidiana dei gatti?

COSA SONO E COME SONO FATTE LE VIBRISSE

Innanzi tutto bisogna specificare come le vibrisse dei gatti non sono dei semplici peli, come potrebbe fare pensare il termine comune “baffi”, ma parti fondamentali degli organi tattili del micio. Si tratta in effetti di peli, ma più spessi e lunghi degli altri, e soprattutto dotati di follicoli particolarmente profondi nell'epidermide e collegati al sistema nervoso.

Tra le caratteristiche che rendono queste formazioni pilifere così importanti per l'animale c'è la particolarità di servire come unità di misura: la lunghezza dei baffi sul muso è infatti uguale alla larghezza del corpo. In questo modo il micio ha modo di misurare lo spazio rispetto al suo corpo e capire ad esempio se riuscirà a passare attraverso una strettoia (e per un amante della caccia al topo se ne intuisce l'importanza!).

Com'è noto, le vibrisse nei gatti si trovano principalmente sul muso: generalmente sono 24 (ma alcuni esemplari ne hanno di più) posizionate simmetricamente attorno alla bocca e disposte su file con mobilità indipendenti tra loro. Altre, più piccole, si trovano al di sopra degli occhi e sul retro delle zampe anteriori. Per capire come mai dei baffi si trovino in un posto così inusuale è necessario parlare della funzione fondamentale che essi svolgono.

A COSA SERVONO LE VIBRISSE DEI GATTI

La vibrissa è il vero segreto dell'agilità e delle grandi capacità predatorie del gatto e dei felini in genere: si tratta di un vero e proprio organo sensoriale che funziona come una specie di radar risultando fondamentale nel momento della caccia.

I baffi sono dei sensori estremamente sensibili che trasmettono immediatamente informazioni al sistema nervoso dell'animale, permettendogli, tra le altre cose, di muoversi di notte. Questi speciali peli operano come veri e propri organi tattili aggiuntivi, che permettono al felino non solo di rilevare la posizione degli oggetti e il loro stato, ma anche di individuare i movimenti attraverso la vibrazione dell'aria.

Essendo degli organi ricettivi mobili, notare la posizione dei baffi può essere utile a capire meglio lo stato d'animo dell'animale:
• tesi ai lati indicano uno stato di fastidio o di tensione
• rilassati comunicano che il nostro amico a quattro zampe è calmo e sereno
• tesi in avanti invece lasciano presumere un imminente attacco verso la preda.

CADUTA E TAGLIO

Data la loro importanza e la loro sensibilità non si devono mai tagliare i baffi a un gatto. Un micio senza le sue vibrisse sarà un po' cieco e soffrirà inevitabilmente di problemi di orientamento e motori. Essendo collegata direttamente al sistema nervoso inoltre, il taglio di una vibrissa risulta per l'animale un'inutile tortura particolarmente dolorosa.

Altra cosa è la caduta che è un fenomeno assolutamente naturale che accade a tutti gatti. Fortunatamente i baffi del gatto ricrescono sia se tagliati che quando avviene la muta stagionale.

Se avete ancora qualche curiosità sulle vibrisse dei gatti, sulle caratteristiche fisiche del gatto o sul suo comportamento, non esitate a chiedere agli esperti di Bau Boys nell'apposita sezione Domande.

 

Le vibrisse: quando il baffo non è solo una questione di stile!