COS'È LO SVEZZAMENTO DI UN GATTO

Lo svezzamento è una fase molto delicata nella vita del gatto, va gestito con attenzione e cura, in modo da evitare l’insorgenza di disturbi gastrointestinali o traumi che possano influenzare la sua capacità di rapportarsi con il padrone.

Generalmente, quando si parla di “svezzamento”, innanzitutto si raccomanda di non separare il gattino dalla mamma almeno per 8-12 settimane, a seconda della capacità del micio di adattarsi alle nuove abitudini. Ma cosa vuol dire “svezzare un gattino”? Solitamente il termine indica il passaggio da un'alimentazione basata sull'allattamento materno al cibo solido, sia umido che secco.

LE FASI DELLO SVEZZAMENTO DI UN GATTINO 

È fondamentale che tale passaggio avvenga per gradi, portando il gatto a rendersi totalmente indipendente dalla madre non solo dal punto di vista alimentare ma anche comportamentale. Nelle prime 8 settimane il gattino apprende infatti dalla madre a compiere quelle piccole azioni che lo porteranno ad essere quel delizioso amico a quattro zampe un po' affettuoso e un po' snob che abbiamo imparato ad amare alla follia. Nei primi due mesi il gattino imparerà a:

• pulirsi autonomamente;
• farsi le unghie su qualsiasi cosa che non sia il tiragraffi che gli abbiamo regalato;
• giocare;
• cacciare. 

CONSIGLI E TRUCCHI SU COME SVEZZARE IL PROPRIO CUCCIOLO 

Lo svezzamento alimentare vero e proprio ha inizio a partire dalla quarta settimana di vita del gatto. A partire dal primo mese si dovrà quindi iniziare a modificare l'alimentazione del gattino in modo da traghettarlo senza strappi dal latte materno a crocchette e cibi umidi. Per favorire il passaggio, saranno utili alcuni trucchetti:

• consumare croccantini e cibo secco dopo un'alimentazione esclusivamente basata su liquidi, potrà essere inizialmente difficoltoso. Ammorbidire i croccantini con dell'acqua o scioglierli nel latte (preferibilmente non di mucca: in commercio ne esistono di appositi per l’alimentazione dei cuccioli) potrà certamente aiutare il gattino ad abituarsi al cambiamento;
• mai forzare il cucciolo a mangiare: lo farà da solo quando si sentirà pronto. Costringerlo ad addentare cibo solido rischierebbe anzi di lasciargli un cattivo ricordo dell'esperienza, tanto da causare futuri disturbi alimentari;
• nelle prime settimane è importante alternare latte materno e cibo solido, così da trasmettere al gatto la sensazione di un passaggio naturale e piacevole;
• nel caso i cuccioli siano orfani, bisognerà somministrare loro latte in polvere per gattini attraverso biberon o siringhe. Anche per loro, ovviamente, vale il limite delle 4 settimane anche se, purtroppo, non potranno contare sulle proprietà benefiche del latte materno.

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Anche il più piccolo felino è un capolavoro.
(Leonardo Da Vinci)